Panoramica - STELLA HOMES
 

Ostinata beneficienza

30 case per 30 famiglie rimaste senza un tetto

30 case per 30 famiglie rimaste senza un tetto

Il 26 Dicembre 2004 Federico e Renata Stella si trovano all’aeroporto di Male, nelle Maldive, quando all'improvviso si ritrovano sommersi e trascinati - loro come migliaia di altre persone in tutto il sud est asiatico - da un'onda anomala e furibonda.

Sopravvissuto fortunosamente all'evento, Federico Stella sente di dover fare qualcosa per aiutare chi, in quei terribili istanti, ha perso tutto.

L'idea di un nuovo villaggio per dare una casa a diverse famiglie di sfollati nasce così', nel Gennaio 2005.

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Inizialmente effettua una cospicua donazione al Governo delle Maldive, per aiutare un villaggio di pescatori gravemente danneggiato dalla mareggiata.

 

Ma vuol fare di più.
 

Tramite Jimmy Marathy, amico del figlio e presente in Sri Lanka al momento dello Tsunami, viene a conoscenza dell’orrore e della devastazione a cui è stata sottoposta la popolazione sri lankese, già fiaccata da anni di conflitti interni e da un’economia poco florida.

Di ritorno da una ricognizione in giro per lo Sri Lanka, dove aveva provato a portare aiuto a chi era sopravvissuto, Jimmy racconta come si presentavano tutto il Sud e l’Est del paese: corpi gonfi e galleggianti, case sradicate dal terreno e distrutte, bambole mutilate senza più bambini che ci giochino. 
Ma non solo. 
La cosa più spaventosa – dice Jimmy – è il numero di persone che hanno perso casa e affetti. 
Una massa gigantesca di persone stipate in tendopoli improvvisate, dove chi non ha più nulla cerca di aiutare chi ha ancora meno.

 

A questo punto per Federico Stella è chiaro che bisogna agire e fare qualcosa di concreto. 

Nel mondo quelli sono mesi di fermento e attivismo, in cui le popolazioni del globo si mobilitano per raccogliere fondi da destinare ai Paesi più colpiti. 
Lo schema generalmente seguito è quello dell'invio di fondi da privati ad associazioni no profit e ONG, che si occupano poi della realizzazione dei progetti con i soldi ottenuti.

Federico Stella invece questo schema non lo vuole seguire. 
Vuole avere il controllo del progetto e dei soldi che ha deciso di donare, ed essere sicuro che con quei soldi venga fatto quello che lui ha in mente: un intero nuovo villaggio per chi è rimasto senza casa.

 

Bisogna solo individuare il luogo adatto per la costruzione, e lavorare alla reazlizzazione di un progetto vero e proprio.

Durante la sua ricognizione nei giorni subito successivi al disastro Jimmy aveva potuto constatare che una zona in particolare era stata devastata: il distretto di Ampara, già teatro di scontri sanguinosi negli anni precedenti tra forza di liberazione Tamil e l’esercito del Governo.
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In particolare un villaggio di pescatori in quell'area, Thirukkovil, è stato completamente raso al suolo dalla furia distruttrice dell’acqua.

Migliaia di persone morte, decine di migliaia di sfollati, l’economia locale – basata sulla pesca - massacrata: questo il terrifcante bilancio del passaggio dell'onda anomala in quella zona.

Come se non bastasse il paese è controllato dal fronte di liberazione Tamil (LTTE), che dal 1983 combatte contro il Governo dello Sri Lanka per ottenere il riconoscimento di un nuvo stato di etnia Tamil nel Paese. 

A causa di questo il villaggio non è raggiunto dagli aiuti governativi ed è di fatto abbandonato al proprio destino.

 

Le attenzioni si concentrano ora sul punto esatto dove costruire.

Dopo diversi sondaggi la scelta ricade su un terreno messo a disposizione da un ministro – Nerhu – e donato al progetto.

Il lotto si trova a un paio di chilometri nell’entroterra rispetto alla spiaggia, ed è qualche metro sopra il livello del mare. 

 
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 Federico incarica allora un architetto cingalese (Prasudi) di progettare un modello di casa che tenga conto degli usi e costrumi dell’architettura locale.

 

Dalle discussioni con Jimmy e Prasudi emerge la possibilità di costruire un villaggio intero, qualora venisse fatta una donazione ingenente. 
una grossa somma di denaro permetterebbe infatti di applicare economie di scala alla costruzione.

 

E’ così che il Professore decide di dare il via alla costruzione di 30 case da donare alla popolazione locale.

 

Nell’Aprile 2005 cominciano allora i lavori e, già verso la fine di quell’anno, le abitazioni sono quasi pronte: mancano solo i vetri delle finestre e le porte di tutte le case, e i tetti di alcune.

 

Nel 2006 si riacutizza però il conflitto civile che insanguina da anni lo Sri Lanka.

Questo provoca un notevole rallentamento nei lavori, perchè la zona non è più in sicurezza.
La popolazione Tamil non vede di buon occhio che a costruire le case e a lavorare in un loro territorio siano degli operai cingalesi.

 

Nell’estate di quell'anno i lavori vengono definitivamente interrotti, e le case vengono occupate dai militari che le usano come avamposto.

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Intanto a Milano nel Luglio 2006 si spegne Federico Stella, dopo aver combattuto con fierezza e orgoglio anche l’ultima malattia.

 

La guerra, e la prematura scomparsa del Professore, mettono in forte dubbio la realizzazione del progetto.
 

Nel 2008 però, una prima svolta: Thirukkovil viene riconquistata dal governo sri lankese, e il conflitto si sposta più a nord.

Viene così organizzata dalla famiglia Stella una prima ricognizione in Giugno, per capire se valga la pena riprendere i lavori.
7 delle 30 abitazioni costruite sono andate completamente distrutte. 
Le altre 23 sono invece ancora in piedi, anche se ridotte a degli scheletri di mattoni violentati da rovi e macerie. 
Nei due anni di abbandono le case sono state saccheggiate dalla popolazione locale, che ne ha rubato tegole, finestre, infissi e tutte le parti in legno per rivenderle ad altre imprese di costruzione locali.

 

Nell’Agosto 2008 viene fatta una seconda spedizione, e contestualmente si decide di rilanciare il progetto.

Viene selezionato un nuovo responsabile di progetto, Surendra Wijerathne. 
Con lui la famiglia Stella firma anche un accordo a Colombo, assegnandogli l’incarico di portare a termine la costruzione a fronte di una nuova ingente donazione.

 

Nel Luglio 2009, dopo un altro anno di passione e difficoltà, le case finalmente terminate vengono occupate da 23 famiglie di senzatetto.

Il sogno di Federico Stella è così realizzato. 
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