Federico Stella - STELLA HOMES
 

Maestro di generosità

Federico Stella è stato Professore di Diritto Penale all'Università Cattolica di Milano per oltre 30 anni e avvocato penalista.
Agli occhi di chi lo conosceva era famoso soprattutto per gli importanti studi di Diritto Penale compiuti nell'arco di una vita (tra i più importanti  “Leggi scientifiche e spiegazione causale nel diritto penale”, “Giustizia e modernità”,“La giustizia e le ingiustizie”) e per i processi penali a cui aveva preso parte in qualità di avvocato (es. Stava, Il Petrolchimico di Porto Marghera, Tangentopoli).

In questa sede però vogliamo parlare di un lato del Professore sconosciuto ai più.
Vogliamo parlare della sua umanità e generosità, mettendo in risalto la sua capacità di donare senza chiedere nulla in cambio. 
Vogliamo in sostanza parlare delle qualità che lo hanno portato - tra le altre cose -  a donare circa 200.000 Euro alle popolazioni maldiviane e cingalesi colpite dallo Tsunami.

Di seguito lo ricordiamo nelle parole della moglie, Renata Stella:

E' stato un maestro del diritto penale e un grande avvocato, ma fino alla fine si stupiva della fama di cui godeva presso i giudici e i pubblici ministeri di altre città. Cominciava l' anno accademico con questa provocazione ai suoi amati studenti "Che senso ha che voi siate qui oggi?" e li stimolava a pensare sempre con la propria testa e a dare un senso alla vita. Oltre che di diritto era un maestro di vita. Più di tutto amava "buttarla in vacca" come diceva lui, scherzando su tutto.
Era un uomo buono ( "Federico, hai il cuore buono e il cervello cattivo" gli disse un giorno un amico), capace di grandi collere, ma di una generosità sconfinata. Dava a tutti senza aspettare che chiedessero, perché conosceva la povertà e il bisogno. Era cresciuto in povertà ed arrivato al successo professionale con le sole proprie forze. Sapeva parlare a tutti, dai grandi presidenti di multinazionali al ragazzo senegalese che lo aspettava fuori dalla Cattolica, con una intuizione dell'altro immediata e piena di calore. Uno degli ultimi ricordi che abbiamo di lui è di quando, sulla sedia a rotelle, dopo un primo intervento superato a stento, trasportato fuori dalla clinica Humanitas per l'immancabile sigaretta, raccontava ad altre fumatrici incontrate lì per lì, che lo ascoltavano rapite, le storie delle sue "7 mogli polinesiane", allegre esagerazioni dei giorni passati a viaggiare con me. "Alla morte bisogna arrivare vivi" ripeteva verso la fine, intendendo con questo che si deve sempre lottare, "rilanciare sempre" contro ogni malattia o disgrazia come ha fatto lui fino all'ultimo giorno. 
"Quelli come te non muoiono mai" ha scritto per lui una persona che Federico ammirava e stimava moltissimo. 



Federico Stella - Sernaglia della Battaglia, 30/3/1935 - Milano, 8/7/2006